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PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI
“Nyumba ya watoto”
casa dei bimbi

 

Definizione del contesto locale

 
Servizi sociali di base  
Definizione del problema  
Struttura della casa  
Obiettivi raggiunti  
Costruzione della casa  
ADOZIONE A DISTANZA  
DEFINIZIONE DEL CONTESTO LOCALE

La provincia di Iringa-rurale è una dei sette distretti amministrativi della Regione di Iringa, situata nelle regioni montuose meridionali della Tanzania con degrado sulla valle del Ruaha. Il capoluogo è Iringa, capitale anche della Regione e comprende più di 100 villaggi ufficiali. Con una popolazione di 250.000 persone nella sola provincia rurale a cui si aggiungono i 110.000 abitanti della città. La densità media della popolazione è di 26ab / kmq.
La kata, cioè la circoscrizione che usufruirà del progetto preso in esame, comprende sei villaggi Kidamali, Nzihi, Ilalasimba, Makubike, Kipera e Nyamihuu. La sede del progetto è stata individuata nel villaggio di Nzihi.

 

 

SERVIZI SOCIALI DI BASE:

• nei villaggi principali vi è una scuola primaria;
• sia Nzihi che Kipera sono dotati di un piccolo dispensario di primo soccorso, il primo governativo ed il secondo gestito dalle suore della Diocesi di Iringa.
• nel villaggio di Kidamali vi è una scuola secondaria che fino ad oggi permette di frequentare i primi due anni.

DEFINIZIONE DEL PROBLEMA

Situazione attuale degli orfani presenti nella Kata
Dalla ricerca svolta sul territorio si è evinto che:

  • Kidamali: su 3.732 abitanti, 197 orfani di cui 50 con età compresa tra i 0 e i 5 anni;
  • Ilalasimba: su 1.291 abitanti, 96 orfani di cui 15 con età compresa tra i 0 e i 6 anni;
  • Makubike: su 1.944 abitanti, 80 orfani di cui 20 con età compresa tra i 0 e 5 anni;
  • Kipera: su 1,000 abitanti, 87 orfani di cui 20 con età compresa tra i 0 e i 5 anni;
  • Nyamihuu: su 1.825 abitanti, 210 orfani;
  • Nzihi: su 4.020 abitanti, 300 orfani di cui 30 con età compresa tra i 0 e i 5 anni.
  • Per un totale di 970 orfani su 13.812 abitanti.

Constatata l’emergenza con cui si presenta il fenomeno degli orfani, dichiarata anche dagli abitanti dei villaggi, incapaci ormai di sopperire ai bisogni fisici e morali dei bambini, in seguito all’attuale, ed in corso, sfaldamento della rete familiare tradizionale (la cosiddetta famiglia allargata) e alle condizioni economiche disagiate, l’associazione Asantesana Onlus, propone e si pone come obiettivo quello di avviare la costruzione e il coordinamento di un nucleo operativo, la Casa dei Bambini, in grado di accogliere bambini in difficoltà, con l’obiettivo di lasciare in futuro la gestione della Casa stessa, agli operatori locali.

Il progetto si articolerà in diverse fasi:
• costruzione della Casa dei Bambini
• creare, per dare rilevanza pubblica al progetto e per fare in modo che venga attuato un controllo istituzionale continuativo, una commissione di vigilanza che si riunisca con scadenze mensili stabilite a priori, così composta: V.E.O. (Village Executive Officer), ovvero il segretario comunale che si occupa delle attività culturali e sociali della Kata; il dottore, il capovillaggio, il preside della scuola;
Una volta istituita la commissione di vigilanza, questa avrà l’incarico di controllare a priori la condizione sociale ed economica delle famiglie che usufruiranno del servizio offerto dalla casa di accoglienza.
In un secondo momento, una volta accertato che il bambino (orfano di padre, di madre o di entrambi) non possa condurre all’interno del nucleo familiare uno stile di vita adeguato alle proprie necessità e ai propri bisogni, verrà inserito all’interno della casa.
L’inserimento prevede la permanenza del bambino fino all’età scolare (sette anni), dopo i quali o anche prima, verrà reintrodotto nella famiglia di origine attraverso un sostegno sociale da parte degli operatori della casa stessa ed un aiuto di tipo economico da realizzarsi attraverso lo strumento dell’adozione a distanza. Sono inoltre previste visite periodiche da parte dei familiari in modo tale che il legame del bambino con la propria famiglia di origine non venga meno e che, quindi faciliti il suo futuro reinserimento.
Sarà compito degli operatori redigere e mantenere aggiornata una scheda personale per ogni bambino che riporterà le informazioni relative sia della famiglia, sia della sua condizione sociale - sanitaria ed educativa. Sono inoltre previsti dei corsi di formazione rivolti alle operatrici del centro.

STRUTTURA DELLA CASA

La struttura della casa dei bimbi è costituita da dodici stanze:

 

 

 

 

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Per ogni camera da letto sono previsti venticinque lettini per i bambini e in ogni stanza è previsto un letto per le badanti, in modo che i bambini siano costantemente controllati anche durante la notte; inoltre nella stanza adibita ai bambini di età compresa tra gli zero e i tre anni sono previsti due fasciatoi e due lavabi. Per entrambe le stanze sono previsti mobili per riporre tutti gli oggetti necessari. La stanza dei bambini più piccoli è stata posizionata tra la sala da pranzo e l’infermeria in modo da averli sempre sotto controllo.
La seconda camera da letto, dedicata ai meno piccoli in grado di camminare e scorazzare per tutto il centro, è composta da una grande camera da letto comunicante con lo spogliatoio e le docce utilizzate abitualmente la sera prima di andare a letto.
I bagni sono stati posizionati vicino alla stanza dei bambini più grandi per facilitarne l’utilizzo da parte degli stessi.

La lavanderia, collocata vicino ai bagni e all’estremità della parte destra della casa, è dotata anch’essa di spazio aperto/coperto da utilizzare durante la lunga stagione delle piogge.

La cucina è dotata di un magazzino adiacente e la sala da pranzo comunicante, per la sala da pranzo sono previsti due grandi tavoli con le sedioline per i bambini più grandi e dei mobili per contenere tutte gli utensili.

E’ stata prevista una sala ricevimento anche per accogliere i familiari dei bambini, dal momento che nel progetto sono state previste continue visite per mantenere un legame tra i bambini e le loro famiglie.
Verrà costruita anche una piccola infermeria per le cure di prima necessità.

La presenza della scuola materna confinante ha portato a concepire uno spazio gioco proprio in prossimità della stessa. A tale spazio gioco, rotondeggiante e morbido, mediante un diverso ritmo di pilastri che genera un accogliente ingresso, viene affidato il compito di invitare i bambini vicini a partecipare alle attività ricreative del centro. La necessità di uno spazio aperto/coperto è data dalle condizioni climatiche della zona di Nzihi, infatti per gran parte dell’anno è molto caldo, quindi era necessario dare la possibilità ai bambini di giocare all’esterno e in una zona riparata dal sole torrido.

La sala giochi, allocata nel punto di maggiore curvatura della casa, come per le punte, è luogo di accumulo di energia. Rimanda alla morfologia dell’ambiente esterno ed esaudisce i desideri dei bambini che, ogni qualvolta si trovano davanti un mucchio di sabbia, si scatenano in arrampicate e rotoloni.
Le “montagnole” generate dai diversi gradini verranno ricoperte con materiale morbido in modo da attutire i rotoloni durante le discesa. Lo spazio generato dalle curve di livello è distinto in tre diverse zone.
La prima, a sinistra, è dolce con spazi di sosta simil collinari, mentre quella centrale è più incisiva a richiamare i crinali delle montagne, quelli più difficili da scalare. La terza zona, a destra, più simile ad una conca naturale che riporta al “teatro greco”, viene completata dal piccolo “palchetto” e risponde alla necessità di essere utilizzata come punto di riunione.

 

OBIETTIVI RAGGIUNTI:

  1. Costruzione della casa terminata.
  2. Creata la commissione di vigilanza, comprende oltre ai volontari espatriati, il sindaco della kata (circoscrizione) di Nzihi, il sindaco del villaggio di Nzihi, il preside della scuola elementare, un delegato di ogni villaggio della kata di Nzihi (la kata è composta da sei villaggi ai quali offriamo i nostri servizi), un medico dello “zahanati” dispensario di Nzihi, l’agronomo tanzaniano che segue i progetti agricoli e due mamme.
  3. Sono entrati dodici bambini, la casa può ospitarne massimo sesanta-settanta, li aumenteremo piano piano.
  4. Lavorano nella casa quattro donne, una delle quali diplomata alla “Irente shule” (dove per due anni studiano come allevare i bimbi orfani, studiano e da subito lavorano all’orfanotrofio della scuola, inoltre fanno praticantato ospedaliero per quattro mesi), un’altra è infermiera. Le altre due lavoratrici hanno frequentato un seminario di Amref sulla crescita dei bambini e i loro comportamenti, grazie alla nostra collaborazione con Amref.
  5. Due ragazze orfane provenienti una dal villaggio Nzihi e l’altra dal villaggio di Kidamali frequentano il secondo ed ultimo anno “all’Irente shule”, la scuola viene pagata dall’Associazione Asantesana.
  6. Abbiamo avviato il progetto agricolo a sostegno della casa.

 

ASANTESANA associazione ONLUS - Via Orologio,14 – 90133 Palermo Tel. 091/ 6110209 email: asantesana2002@libero.it